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Fede
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top
La mwdqfede è definibile come l'mwdgadesione a un mwdwmessaggio, o un annuncio, fondata sull'accettazione di una mwearealtà mweqmweginvisibile, la quale non risulta cioè immediatamente evidente, e viene quindi accolta come mwewvera nonostante l'oscurità che l'avvolge.cite-ref-1[1] La fede consiste pertanto nel «ritenere possibile» quel che ancora non si è sperimentato o non si conosce personalmente.cite-ref-dethlefsen-2-0[2]
Contents
• Ebraismo
• Induismo
• Note
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Accezioni
Secondo l'accezione mwhwreligiosa, ad esempio di mwiaTommaso d'Aquino,cite-ref-tommaso-3-0[3] essa è la disposizione ad accogliere come vere le informazioni di cui non si ha una conoscenza diretta, basandosi sull'mwjqautorità altrui.cite-ref-treccani-5-0[5]
Il termine deriva dal latino mwpwfides che indica sia la mwqacredenza mwqqreligiosa, ma anche la mwqglealtà, l'impegno solenne, la mwqwfedeltà e il mantenimento della parola data; in generale assume il significato di accettazione di mwramisteri o mwrqdottrine non razionalmente dimostrabili ma nonostante ciò ritenute vere «per l'autorità del Dio rivelante che non può ingannarsi né ingannare».cite-ref-0-4-2[4]cite-ref-8[8]
In una diversa accezione, ovvero nella mwtwteologia cristiana, è una delle tre mwuavirtù teologali, dono divino che dispone il credente ad abbandonarsi fiduciosamente nelle mani di Dio accettando la sua mwuqparola.cite-ref-0-4-3[4]
Fede e sapere
Diversamente dal mwxasapere, fondato sulla certezza consapevole della propria validità, la fede prende quindi dagli altri, ovvero dal di fuori, i propri contenuti, come avviene ad esempio nelle mwxqreligioni rivelate che attingono le loro dottrine da un dato di mwxgrivelazione.cite-ref-9[9] Il rapporto tra fede e sapere è divenuto in tal modo oggetto di riflessione mwywfilosofica. Per mwzaAgostino d'Ippona la mwzqfede cristiana non è mai disgiunta dal sapere: a ben guardare, infatti, tutte le nostre conoscenze si fondano su atti di fede, su credenze che noi prendiamo per buone prima di averle personalmente sperimentate. Solo dopo averle credute come ammissibili si può esercitare su di esse l'attività critica e riflessiva dell'mwzgintelletto (mwzwmwaacredo ut intelligam); e a sua volta il comprendere aiuta ad interiorizzare, a far proprio ciò che prima andava accolto ciecamente per un semplice atto di fede (mwaqmwagintelligo ut credam).
L'intelletto non pensa mai a vuoto, ma sempre partendo da un dato di fede: «La fede cerca, la ragione trova. E ancora la ragione cerca Colui che ha trovato».cite-ref-10[10] La fede coincide così con l'mwcaintuizione, cioè con l'mwcqilluminazione, elargita in dono dalla mwcggrazia divina, che consente di far luce non tanto sulla Verità, quanto sulla propria ignoranza: una consapevolezza dell'ignoranza senza la quale non vi sarebbe spinta ad indagare il mistero. Non si cercherebbe infatti la verità se non si fosse certi almeno inconsciamente della sua esistenza, secondo un tema di lontana ascendenza mwcwsocratica e mwdaplatonica.cite-ref-11[11]
La riflessione mwegagostiniana sulla complementarità tra fede e ragione, mwewverità e mwfadubbio, approda in tal modo alla mwfqconcezione medioevale della filosofia come "ancella della fede", intesa non come capacità di dimostrare con la mwfgragione i contenuti della mwfwrivelazione cristiana, bensì di difenderli dalle critiche nei loro confronti dimostrando semmai la falsità e la contraddizione di chi li rinnega, come si evinceva peraltro già in mwgaClemente Alessandrino.cite-ref-12[12] La mwhqlogica viene utilizzata cioè nel senso negativo della mwhgteologia apofatica, quale regola del pensiero adottata ad esempio da mwhwAnselmo nella sua mwiaprova ontologica,cite-ref-13[13] non in sostituzione ma come complemento della fede: secondo la sintesi di mwjqTommaso d'Aquino, «siccome di Dio non possiamo sapere che cosa è, ma piuttosto che cosa non è, non possiamo indagare come Egli sia, ma piuttosto come non sia».cite-ref-14[14]
Come la fede svela alla mwkwragione la possibilità di nuovi campi di indagine, a sua volta la ragione naturale è in grado di fornire quei «preamboli» o mwlapremesse capaci di elevare alla fede, giungendo ad esempio a riconoscere «il fatto che mwlqDio è» (mwlg"de Deo quia est"):cite-ref-15[15] senza questa premessa infatti non si potrebbe credere che mwmwGesù ne sia il mwnaFiglio. I «preamboli» verranno poi confusi in epoca illuminista con la capacità di «dimostrare» con la ragione i fondamenti della fede.cite-ref-16[16]
La possibilità di affiancare argomenti razionali alla fede, che in epoca mwogscolastica dà luogo alla disputa tra mwowdialettici e antidialettici, viene negata alla radice in epoca moderna da mwpaMartin Lutero, per il quale essa si tradurrebbe nella presunzione di ritenersi giustificati in base a criteri interamente umani. Soltanto la fede consente a nostra volta di giustificare le parole di Dio come giuste e vere:cite-ref-17[17] «mwqqIustificatio Dei et credulitas in Deum idem est».cite-ref-18[18] Questa nozione di "fede" rifiuta di rinchiudere il discorso nell'ambito della mwrglogica. Una forma di fede siffatta è chiamata mwrwfideismo, quando si presuppone che tanto più essa è autentica, quanto più crede all'esistenza di Dio senza basarsi su alcuna prova o argomento mwsarazionale. Una tale prospettiva la si ritrova spesso nel pensiero di mwsqSøren Kierkegaard (e in particolare alla sua opera mwsgmwswTimore e tremore), e in altri pensatori religiosi facenti capo all'mwtaesistenzialismo. William Sloane Coffin ha affermato che «”fede” non è accettazione senza dimostrazione, ma fiducia senza riserve».
mwtwRaimon Panikkar ha proposto al riguardo la seguente distinzione: per “fede” si intende la capacità di aprirsi allmwua'mwuqulteriorità, a qualcosa di mwugpiù, di mwuwoltre; si tratta di una capacità che non ci viene data né dai sensi né dall'intelletto (Panikkar si richiama alla mwvafilosofia cristiana, che distingueva tra mwvqcredere in Deum – apertura al mistero – mwvgcredere Deo – fiducia in ciò che può essere stato affermato da un essere supremo – e mwvwcredere Deum – credere nella sua esistenza). La fede (mwwain Deum) non ha oggetto; è il pensiero che ha un oggetto; se la fede avesse un oggetto sarebbe ideologia, un frutto del pensiero, mentre la divinità affiora oltre il pensiero. La “credenza” è invece la formulazione, l'articolazione dottrinale, compiuta ordinariamente da una comunità, che si è progressivamente cristallizzata in proposizioni, frasi, affermazioni e, in termini cristiani, mwwqdogmi. Credenza è l'espressione simbolica, più o meno coerente, della fede che spesso viene formulata in termini concettuali.
Cristianesimo
Secondo il Nuovo Testamento
Il significato principale della parola "fede" (traduzione dal mwxqgrecomwxgπίστις, mwxwmwyapìstis, che a sua volta rende il verbo ebraico mwyqhe'emìn),cite-ref-19[19] si riferisce a colui che ha fiducia, che confida, che si affida, la cui persuasione è salda. La parola greca può anche essere intesa nel senso di «fedeltà» (mwzgmwzwTit mw0aTit 2,10cite-ref-20[20]). In ebraico è indicata dal verbo mw1qĀman (da cui deriva anche la parola "mw1gAmen), significa "poggiare su", "appoggiarsi a", e dunque una fede che è ferma, salda e non vacilla.cite-ref-21[21]
Romani 10:17 spiega che la fede nasce dall'ascolto della parola di Dio (mw3afides ex auditu).
La mw3gmw3wLettera agli Ebrei afferma che
«
La fede è fondamento delle cose che si sperano e prova di quelle che non si vedono.
»
(
Eb 11,1
, su
laparola.net
.
)
Lo stesso brano nella traduzione dal mw4gtesto siriaco è:
«
La fede è convincimento delle cose che si sperano e di quelle che furono in atto, rivelazione di quelle che non si vedono.
»
(
Eb 11,1
, su
laparola.net
.
)
mw5qDante traduce fedelmente il passo citato nel Paradiso della mw5gmw5wDivina Commedia, dal testo della mw6avulgata:
«Fede è sustanza di cose sperate /e argomento de le non parventi; /e questa pare a me sua
quiditate
.»
(Par., XXIV, 64-66.)
La Lettera agli Ebrei continua illustrando il significato e il ruolo pratico della fede:
«
Senza la fede è impossibile essere graditi a Dio; chi infatti gli s'accosta deve credere che egli esiste e che egli ricompensa coloro che lo cercano.
»
(
Eb 11,6
, su
laparola.net
.
)
Riassumendo il concetto neotestamentario di fede, si può dire che esso è basato sull'autorivelazione di Dio, soprattutto per quanto riguarda la fiducia nelle promesse e il timore dei castighi contenuti nella mw7qBibbia.
Gli autori del Nuovo Testamento inoltre associano la fede in Dio a quella in mw7wGesù Cristo. Il mw8aVangelo di Giovanni è particolarmente chiaro al riguardo, dove Gesù dice che
«
... il Padre infatti non giudica nessuno ma ha rimesso ogni giudizio al Figlio, perché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato
»
(
Gv 5,22-23
, su
laparola.net
.
)
Alla richiesta
«
"Che cosa dobbiamo fare per compiere la volontà di Dio?" Gesù rispose: "Questa è la volontà di Dio: credere in colui che egli ha mandato".
»
(
Gv 6,28-29
, su
laparola.net
.
)
Secondo il mw9gNuovo Testamento, infine, la fede rientra fra i doni dello mw9wSpirito Santo cosiddetti «mw-acarismatici».cite-ref-22[22]
Cattolicesimo
Il cattolicesimo fa propria la definizione di fede di mw-wTommaso d'Aquino,cite-ref-tommaso-3-1[3] secondo cui «la Fede è l'atto dell'intelletto che dà il proprio assenso alle verità divine per comando della volontà, messo in moto da Dio per mezzo della Grazia».cite-ref-25[25] Come l'ordine della mwaqggrazia non distrugge o mortifica la natura umana, ma la eleva e perfeziona, così è necessario che sussista una cooperazione e un non mutuo opporsi fra grazia della fede e natura razionale dell'uomo: la teologia viene intesa come scienza rigorosa che utilizza la filosofia per illustrare e difendere le verità della fede, senza esaurirle.cite-ref-26[26]
Sant'Agostino è il primo a distinguere fra mwaq4fides qua creditur (mwaq8ablativo, la fede in virtù e con la quale si crede) dalla mwarafides quae creditur (mwarenominativo femminile singolare, la fede che si crede): mentre la mwarifides qua equivale a credere a Dio come persona, la mwarmfides quae è credere che Dio esiste e alle sue verità.cite-ref-27[27]
Così scrive mwarksant'Agostino nelle mwaromwarsConfessioni:
«Tu mi facesti considerare l'incalcolabile numero dei fatti a cui credevo senza vederli, senza assistere al loro svolgimento, quale la moltitudine degli eventi storici, delle notizie di luoghi e città mai visitate di persona, delle cose per cui necessariamente, se vogliamo agire comunque nella vita, diamo credito agli amici, ai medici, a persone di ogni genere; e infine come ero saldamente certo dell'identità dei miei genitori, benché nulla potessi saperne senza prestare fede a ciò che udivo».cite-ref-28[28]cite-ref-29[29] Il mwasuConcilio Vaticano I cita questa definizione nella Costituzione Dogmatica mwasyDei Filiuscite-ref-30[30], la quale mette in luce i tre principali elementi che caratterizzano l'atto di fede: l'mwassintelletto che riconosce le verità rivelate come credibili, la mwaswvolontà che aderisce alle realtà credute, ed infine la mwas0Grazia divina che mette in movimento le due facoltà precedenti in modo tale che tutto l'uomo aderisca a Dio stesso.
La fede è una delle tre mwas8virtù teologali che precede e fonda la mwatasperanza e la mwatecarità. Essa è l'adesione alla verità Divina cui segue l'affidamento a Dio e la carità operosa: è fede che spera e che ama.
Il dogma della soprannaturalità e razionalità della fede fu proclamato dalla mwatoDei Filius.cite-ref-32[32]
Per mwauadon Giussani la fede nel senso più comune «è aderire a quello che afferma un altro. Ciò può essere irragionevole, se non ci sono motivi adeguati; è ragionevole se ci sono. Se io ho raggiunto la certezza che una persona sa quel che dice e non mi inganna, allora ripetere con certezza ciò che essa dice con certezza è coerenza con me stesso. Senza il metodo di conoscenza della fede non ci sarebbe sviluppo umano».cite-ref-33[33] La fede cristiana invece è «riconoscere una Presenza eccezionale, è riconoscere la Presenza dell'eccezionale, la Presenza dell'infinito fra noi, in carne ed ossa. Riconoscere la Presenza di Cristo».cite-ref-34[34]
In ambito mwauocattolico è stata affermata l'esistenza di una complementarità imprescindibile tra fede e ragione, in particolare nell'enciclica mwausmwauwFides et ratio, scritta da mwau0papa Giovanni Paolo II, che sostiene come nell'argomento del mwau4mwau8Proslogion di mwavaAnselmo d'Aosta «l'armonia fondamentale della conoscenza filosofica e della conoscenza di fede è ancora una volta confermata: la fede chiede che il suo oggetto venga compreso con l'aiuto della ragione; la ragione, al culmine della sua ricerca, ammette come necessario ciò che la fede presenta».cite-ref-35[35]
Contenuto minimo
Secondo san mwavcTommaso d'Aquino, il mwavgCredo niceno è il contenuto minimo della fede necessario per la mwavksalvezza. Occorre credere nell'mwavoIncarnazione, mwavsPassione e mwavwRisurrezione di Cristo, fatto che è possibile soltanto mediante la fede nella mwav0Trinità.cite-ref-36[36] Il mistero cristologico e il mistero trinitario sono il fondamento della fede Cristiana. Ciò è l'obbligo di qualunque credente battezzato che gli permette di raggiungere una nuova vita.cite-ref-37[37] secondo Tommaso, questi contenuti della Fede non necessitano di altre conoscenze brevi, ma risulta inaccessibili alle persone semplici e, grazie alle festività dell'mwawyanno liturgico, sono manifestate a tutti.
Protestantesimo
Per il cristianesimo mwawkprotestante la mwawoconoscenza è un elemento essenziale di ogni fede: spesso i termini vengono trattati come sinonimi (mwawsmwawwVangelo di Giovanni, 10:38; mwaw0mwaw4Prima lettera di Giovanni, 2:3). La fede tuttavia aggiunge alla conoscenza l'assenso, in quanto si tratta di un atto del volere oltre che di un atto dell'intelletto.
Ebraismo
Secondo la mwaxireligione ebraica è meritorio credere in Dio: infatti, conta tanto il credere in Dio, quanto il condurre una vita timorata. Alcuni razionalisti mwaxmEbrei sostengono che la semplice fede in Dio, priva di ogni supporto razionale, è ben inferiore a quella che è possibile raggiungere tramite l'uso della ragione.cite-ref-38[38]
Induismo
Diverse religioni affiancano la fede alla conoscenza: il caso più chiaro è forse quello dell'mwaxoInduismo, che però – va ricordato – non è una religione esclusivamente monoteistica, e quindi non fa riferimento a un'unica combinazione di forma/nome della Divinità). Dal punto di vista esclusivamente logico-dottrinale, tuttavia, è impossibile che tutte queste religioni, con il loro bagaglio di credenze mutuamente incompatibili, siano vere. L'Induismo cerca di superare tale problema suggerendo che le varie religioni non sono altro che modi diversi (mwaxsDharma) di esprimere il contatto con la verità ultima, con tutte le difficoltà che ciò comporta (da una prospettiva vicina a quella dell'Induismo, mwaxwRaimon Panikkar ha proposto una certa idea di mwax0pluralismo basata sulla nozione di mwax4pars pro toto). Si tratterebbe, in qualche modo, della possibilità che esistano percorsi diversi per raggiungere la stessa meta, vale a dire l'unione con la Divinità. Questo metodo di approccio dell'Induismo alla diversità interna che lo caratterizza, concezione che permette all'ambiente induista il mantenimento dell'armonia tra le varie correnti, è stato sostenuto nel corso del tempo da molti religiosi che hanno intrapreso un cammino mistico sperimentando religioni diverse. Anche questi religiosi hanno affermato la sostanziale validità di tutte le religioni, in quanto non vi è alcuna differenza nell'esperienza ultima, poiché tutti i cammini religiosi conducono, attraverso percorsi diversi, al medesimo obiettivo finale.
La fede bahá'í
Per la fede bahá'í, sorta in un contesto mwayeislamico,cite-ref-39[39] v'è un Dio unico, il Creatore dell'Universo. Nel corso della preistoria e della storia, Dio s'è rivelato all'umanità tramite una serie di Messaggeri divini, ognuno dei quali ha fondato una religione con insegnamenti adeguati a quella fase storica e geografica. Oltre ai preistorici, i cui nomi sono andati persi, furono Messaggeri: mwayyAdamo, mwaycAbramo, mwaygKrishna, mwaykZoroastro, mwayoMosè, mwaysBuddha, mwaywGesù e mway0Maometto. Secondo la Fede bahá'í, la conoscenza della volontà di Dio per l'umanità dell'epoca moderna sarebbe stata rinnovata e rivelata poco più di cento cinquant'anni fa da mway4Bahá'u'lláh; l'ultimo di tali Messaggeri. Tale successione di insegnanti divini riflette sempre un unico eterno e dinamico "piano di Dio" per far conoscere all'umanità il suo Creatore e per coltivare le capacità mway8morali, mwazaintellettuali e mwazespirituali della razza umana, con l'obiettivo di realizzare una civiltà globale, unica e in vitale progresso. Perciò, ma non prima di mille anni, l'umanità sarà sempre guidata, secondo il Credo bahá'í, da futuri Messaggeri dell'unico Dio, Creatore e Signore di un universo dinamico e infinito.
Note
cite-note-11. ↑ Jean Galot, mwazkmwazoLa Civiltà cattolica, edizioni n. 3169-3174, pag. 465, n. 133, vol. III, Roma 1982.
cite-note-dethlefsen-22. ↑ mwaz4Thorwald Dethlefsen, mwaz8Il destino come scelta, Mediterranee, 1984, pp. 14-15.
cite-note-0-44. citereftreccani-fedemwabomwabsFede, in mwabwTreccani.it – Enciclopedie on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
cite-note-treccani-55. ↑ mwacamwacemwaciFede, in mwacmTreccani.it – mwacqVocabolario Treccani on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.cite-ref-0-4-0[4]
cite-note-66. ↑ mwacwMonica Melotti, mwac0mwac4La fede allunga la vita e aiuta a superare la malattia, in mwac8"Anpo", luglio 2007.
cite-note-77. ↑ mwadmRenzo Bonetti, mwadqmwaduCon fede vivere la vita coniugale (mwadymwadcPDF), Effatà, 2012, pp.mwadg 6-7.
cite-note-88. ↑ mwadwmwad0Concilio Vaticano I, sess. III, Constit. De Fide, 3.
cite-note-99. ↑ Thorwald Dethlefsen, op. cit., pp. 14-15.
cite-note-1010. ↑ «Fides quaerit, intellectus invenit. Et rursus intellectus Eum quem invenit adhuc quaerit» (Agostino, mwaeqDe Trinitate, XV, 2, 2, 27-29).
cite-note-1111. ↑ mwaegBattista Mondin, mwaekIl pensiero di Agostino: filosofia, teologia, cultura, p. 114, Città Nuova, 1988.
cite-note-1212. ↑ «La dottrina del Salvatore è perfetta in se stessa e non ha bisogno di appoggio, perché essa è la forza e la sapienza di Dio. La mwae0filosofia greca, col suo apporto, non rende più forte la verità, ma siccome rende impotente l'attacco della mwae4sofistica e disarma gli attacchi proditori contro la verità, la si è chiamata a ragione siepe e muro di cinta della vigna» (Clemente Alessandrino, mwae8mwafaStromata, I, XX, 100, 1).
cite-note-1313. ↑ mwafqKarl Barth ha fatto notare in proposito che nel costruire la sua prova ontologica Anselmo d'Aosta non attribuisce a Dio alcun contenuto positivo, enunciando il proprio argomento più che altro come «regola del pensiero», come mwafudivieto di pensare in modo inappropriato (K. Barth, mwafyFilosofia e rivelazione [1931], trad. di V. Vinay, p. 123 e segg., Silva, Milano 1965).
cite-note-1414. ↑ Tommaso d'Aquino, mwafomwafsSumma theologiae, I, q. 3, prologo.
cite-note-1515. ↑ Tommaso d'Aquino, citazione in mwaf8mwagaSumma contra Gentiles, I, 3.
cite-note-1616. ↑ Perone, Ferretti, Ciancio, mwagqStoria del pensiero filosofico, vol. III, pag. 563, SEI, Torino 1988 ISBN 88-05-01687-X.
cite-note-1717. ↑ Dino Bellucci, mwagkFede e giustificazione in Lutero, Roma, Pontificia Università Gregoriana, 1963, pp. 169-170.
cite-note-1818. ↑ mwag0Martin Luthers Werke, Weimar, 1883, vol. 56, pag. 226.
cite-note-1919. ↑ Citato per la fede in senso forte: Gen 15,6; Es 14,31; Is 7,9b.
cite-note-2020. ↑ mwahqmwahumwahyTit 2,10, su mwahcLa Parola - La Sacra Bibbia in italiano in Internet.
cite-note-2121. ↑ mwahsmwahwmwah0Una fede che regge, su mwah4adipadovavicenza.org.
cite-note-2323. ↑ mwaicmwaigBattista Mondin, mwaikDizionario enciclopedico del pensiero di san Tommaso d'Aquino, Edizioni Studio Domenicano, Bologna 1991, p.mwaio 255.
cite-note-2525. ↑ «mwajsFides est actus intellectum assentientis veritati divinae ex imperio voluntatis a Deo motae per Gratiam» (mwajwTommaso d'Aquino, mwaj0Summa Theologiae, pp.mwaj4 II-II; q.2; a. 9.).
cite-note-2626. ↑ ST I, q. 1, a. 8: "Cum enim gratia non tollat naturam, sede perficiat, oportet ratio humana subveniat fidei" (Dal momento che la grazia non sminuisce la natura umana, bensì la perfeziona, occorre che la ragione umana si ponga al servizio della fede)
cite-note-2727. ↑ Citazione: mwakualiud sunt ea quae creduntur, aliud fides qua creduntur (mwakymwakcDe Trinitate 13, 2, 5): "una cosa sono le cose che si credono, un'altra la fede con la quale sono credute". Come citato in mwakgmwakkmwakoGeneralità su fede e ragione, su mwakscontroapologetica.info.
cite-note-2828. ↑ mwak8mwalaSant'Agostino, Le Confessioni, Città Nuova, Roma 1965, p.mwale 153 (VI, 5,7).
cite-note-2929. ↑ mwalumwalymwalcAgostino, Le Confessioni, VI, 5, 7, su mwalgaugustinus.it.
cite-note-3030. ↑ mwalwmwal0Dei Filius, p.mwal4 c.3; DS 3010.
cite-note-3131. ↑ Primo documento magisteriale sulla fede: VI sessione del mwamiConcilio di Trento sulla mwammgiustificazione.
cite-note-3232. ↑ mwamcmwamgmwamkPrimato e infallibilità - L'Osservatore Romano, su mwamowww.osservatoreromano.va. mwamsURL consultato il 24 giugno 2024.
cite-note-3333. ↑ mwam8mwanaLuigi Giussani, Il senso religioso, Rizzoli, Milano 2000 (ottava edizione), p.mwane 29.
cite-note-3434. ↑ mwanumwanyLuigi Giussani, Le mie letture, Rizzoli, Milano 1996 (terza edizione), p.mwanc 176.
cite-note-3535. ↑ Giovanni Paolo II, mwansFides et ratio, n. 42.
cite-note-3636. ↑ mwan8Commissione Teologica Internazionale, mwaoaLa reciprocità tra Fede e sacramenti nell'economia sacramentale, n. 54
cite-note-3838. ↑ B. Blech, mwaogUnderstanding Judaism: The Basics of Deed and Creed, Jason Aronson, 1992, mwaokpassim. ISBN 0-87668-291-3.
cite-note-3939. ↑ In passato, alcuni studiosi, si sono riferiti alla mwao4Fede bahá’í come a una "setta" dell'mwao8Islam perché il suo mwapaProfeta mwapeBahá’u’lláh e molti suoi seguaci provenivano da una società islamica. Oggi gli specialisti di religioni riconoscono che tale riferimento sarebbe come definire il mwapiCristianesimo una setta del mwapmGiudaismo, o riferirsi al mwapqBuddismo come a una "denominazione" dell'mwapuInduismo. In realtà mwapyGesù Cristo era ebreo d'origine e mwapcBuddha indù, ma i loro messaggi religiosi non furono semplici reinterpretazioni delle religioni in cui nacquero, e andarono ben oltre. Nello stesso modo, Bahá'u'lláh ha posto fondamenta spirituali completamente nuove. I suoi scritti sono chiari e indipendenti, e il suo lavoro trascende quello di un riformatore religioso. Come lo storico Arnold Toynbee ha osservato nel 1959: "mwapgIl Bahaismo (sic) è una religione indipendente alla pari con l'Islam, il Cristianesimo e le altre religioni mondiali riconosciute. Il Bahaismo è una religione, e ha lo stesso rango delle altre religioni riconosciute."
Bibliografia
• Benjamin Blech, mwapwUnderstanding Judaism: The Basics of Deed and Creed, Northval (NJ), Jason Aronson, 1992, ISBN 0-87668-291-3
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• Harry M. Kuitert, mwaqiLa fede cristiana per chi dubita, Torino, Claudiana, 1994.
• Teresa Morgan, mwaqqRoman Faith and Christian Faith: Pistis and Fides in the Early Roman Empire and Early Churches, New York, Oxford University Press, 2015.
Voci correlate
• mwaqgAssenso
• mwaqoAnno della fede
• mwaqwCredo religioso
• mwaq4Fede (Pollaiolo)
• mwaraPistis (mitologia)
• mwariReligione
• mwarqVirtù teologali
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Collegamenti esterni
• citereftreccani-itfede, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefdizionario-di-filosofiafede, in Dizionario di filosofia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2009.
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